Esordisce con più di cinquanta persone la campagna regionale di prevenzione degli Amici del Cuore.

Quello appena concluso al Policlinico San Marco è infatti solo il primo di una serie di appuntamenti ai quali l’associazione ha recentemente aderito, prospettando nel corso dell’anno 10 incontri rivolti a categorie specifiche, per un totale di 500 elettrocardiogrammi. ‘Il cuore il centro di tutto’ è stata una giornata all’insegna del controllo dei fattori di rischio, nell’ambito della diciannovesima edizione di Cardiologie aperte 2025, campagna nazionale della Fondazione per il Tuo cuore – Hcf Onlus, ente di ricerca dei cardiologi ospedalieri Anmco. Lo screening gratuito, in collaborazione con il Comune di Venezia e la Federazione Triveneto Cuore, è stato gestito dal dottor Franco Del Piccolo, dal dottor Franco Giada e dagli infermieri volontari della Cives. Il progetto, finanziato dalla Regione Veneto con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, affrontava il tema delle malattie cardiovascolari, prima causa di morte in Italia e nei Paesi industrializzati, con un check-up sanitario, tra test del colesterolo, della glicemia e dei trigliceridi, nonché la rilevazione del peso corporeo e della pressione arteriosa. «Un’attività ben organizzata e senz’altro da ripetere – commenta il dottor Del Piccolo – I cittadini che hanno partecipato erano tutti molto contenti, e noi, con la direttrice sanitaria Marialuisa Migliorino, siamo dunque molto soddisfatti». Il Policlinico San Marco, oltre alla prevenzione primaria, gestisce anche quella secondaria che segue l’evento acuto, per impedire che si ripeta grazie alla riabilitazione cardiologica e successivamente alla ‘Palestra della salute’ al civico 26, un’attività certificata del progetto tematico regionale. Nel contesto della prevenzione malattie cardiovascolari è inoltre fissato per sabato 10 maggio al parco San Giuliano l’evento Camminata con Simone, dedicato al giovane di 26 anni che, colto da infarto al volante, ha avuto la forza e il senso civico di fermare l’auto poco prima di perdere la vita.

Si è svolta in palestra la lezione sul primo soccorso alla scuola primaria Virgilio di Mestre. La formazione degli Amici del Cuore per il progetto Kids Save Lives ha coinvolto 54 tra alunni e alunne di tre classi quinte, che hanno potuto addestrarsi in modo pratico alle manovre salvavita grazie all’ausilio del Dae didattico, ovvero il defibrillatore, usato sui manichini portati dagli infermieri Andrea e Marco. «Questi momenti di educazione sono decisivi – sottolinea Marilena Lazzarini Maffei, referente del progetto, in apertura dei lavori – I ragazzi da oggi potranno rendersi estremamente utili nei confronti del prossimo qualora, ma speriamo mai, dovesse sentirsi male ed essere in pericolo di vita».

 

Gli Amici del Cuore oltreconfine. L’associazione della terraferma veneziana si è spinta con successo nuovamente fuori Comune, approdando con il progetto Kids Save Lives a Mirano, dove un ciclo di tre appuntamenti intercetterà 6 classi di terza media della scuola Mazzini, per un totale di 120 tra alunni e alunne formati al primo soccorso. «Un incontro che ritengo indispensabile – dice Erika Caceffo, docente d’Italiano – Giusto qualche giorno fa abbiamo discusso in classe di un caso di cronaca in cui un ragazzo formato ha saputo intervenire per aiutare un signore che si era sentito male, salvandogli alla fine la vita. Qui da noi – aggiunge – organizziamo diverse attività che vertono sul benessere, con gli alunni di terza, che chiamiamo angels, come tutor per i più piccoli, e che intervengono durante la ricreazione in caso di necessità». Anche per un’altra insegnante di Lettere la formazione è decisiva. «Pure noi professori – ricorda Anna Baldo – dobbiamo essere in grado di affrontare adeguatamente i primi fondamentali momenti di un’urgenza o di un’emergenza; infatti la teoria non è sufficiente: serve la pratica, fin dalla loro età, cercando d’imparare a gestire le emozioni, che in contesti di pericolo e soccorso potrebbero giocare brutti scherzi». Detto fatto. In compagnia degli infermieri formatori Andrea e Marco ci sono due manichini e un defibrillatore, in modo che i ragazzi possano mettere in pratica le nozioni teoriche nel miglior modo possibile, ovvero quello che ti permette di mantenere calma, prontezza e concentrazione per salvare una vita.

Kids Save Lives sbarca a Campalto. La formazione sul primo soccorso degli Amici del Cuore ha coinvolto una ventina di alunni e alunne di una quinta elementare della scuola Don Milani, conferendo a tutti gli attentissimi presenti, a seguito del questionario, gli attestati di partecipazione, nonché i calendari 2025 dell’associazione. «Sono davvero contenta di aver aderito a questa iniziativa – commenta a margine del corso la maestra Giovanna Curci -, perché in quinta studiamo il corpo umano, e dunque risulterà senz’altro un pertinente e proficuo insegnamento. Qui da noi – aggiunge – ci sono maestre formate alla sicurezza antincendio, e pure agli interventi salvavita, per la salute, e quindi sappiamo bene quanto sia importante imparare ad affrontare i primi decisivi momenti, quando una persona, che sia bambino o adulto, si può trovare in pericolo. Vi ringrazio di cuore – conclude – per aver promosso l’opportunità e per essere venuti a spiegarci come intervenire prontamente».

Secondo appuntamento alla Querini per Kids save lives, il programma di formazione sul primo soccorso promosso dagli Amici del Cuore e offerto alle scuole del territorio, che oggi ha coinvolto settanta tra studenti e studentesse di tre classi del secondo anno. Ad aprire i lavori, prima che la parola passasse agli infermieri Andrea e Marco, la referente di progetto Marilena Lazzarini Maffei, che ha salutato la giovane platea e illustrato le diverse attività dell’associazione, da sempre impegnata nell’informazione e nella divulgazione sanitaria e sulla salute, educando soprattutto le nuove generazioni a prendersi cura di se stesse e del prossimo.

Una testimonianza diretta. Gestire una situazione d’emergenza, quando una persona mette la sua vita nelle tue mani. È quanto raccontato dal professor Gianluca Marton ai ragazzi e alle ragazze di tre classi di terza media, alla scuola Querini, dove il progetto Kids Save Lives ha portato la formazione sul primo soccorso. Altre tre classi, per un totale di 140 tra alunni e alunne, verranno formati a metà dicembre. «Credo fortemente in queste iniziative – commenta il docente – perché ho vissuto sulla mia pelle l’importanza di aver acquisito alcune competenze in grado di salvare una vita umana».

Sono 105 per Umberto Gruarin. Era infatti il 1919, un altro secolo, un altro millennio, quando il papà di Marisa apriva gli occhi su questo, su quel mondo per la prima volta. A celebrare il più che centenario mestrino il presidente della Municipalità Raffaele Pasqualetto, che ha portato una medaglia con la Torre di Mestre, trovando il festeggiato felicissimo del gradito dono e riconoscimento. La famiglia ringrazia sentitamente anche la dottoressa Liliana Vutcariov, medico di base, che ha voluto recarsi personalmente a casa Gruarin per gli auguri e un omaggio floreale.

Dall’associazione Amici del Cuore: tanti auguri Umberto, buon compleanno!

Grande affluenza per il Giardino Ritrovato di Renata, rianimato con una settima edizione di tre giorni che ha visto la partecipazione di 15 associazioni del territorio e 4 operatori commerciali. Immancabile anche in questa occasione lo stand degli Amici del Cuore, grazie alla disponibilità di Marilena, Marisa, Franca, Milena, Annamaria, Gennaro, che si sono alternati nella gestione del banchetto e dei suoi prodotti rivolti ai cittadini in offerta libera. «Come ogni anno rinnoviamo la partecipazione – dice Marilena Lazzarini Maffei -; veniamo qui dall’inizio, da quando hanno riaperto». Il prossimo appuntamento al Giardino Ritrovato di Renata è fissato per maggio, alla festa della mamma. Ma non precorriamo i tempi, e sentiamo la voce dei promotori. «Tutto il nostro ricavato, oltre ai contributi delle associazioni, è destinato all’Aism Venezia – spiega Martina Volpato, dell’associazione culturale Il faro che gestisce la realtà di via Torre Belfredo. Ringraziamo tutti – aggiunge – partendo dal Comune e dall’assessorato, per questa location strepitosa, cinta dalle antiche mura di Mestre, nel cuore della nostra città».

Oltre 100 cittadini per il Doppio appuntamento con la salute, la conferenza organizzata dagli Amici del Cuore in collaborazione con Lilt al Municipio di Mestre, dove dalle 9 alle 13, grazie all’impegno di tutti i volontari, è stato possibile sottoporsi gratuitamente ai test di prevenzione cardiologica, il cui valore «nel lungo periodo produce un grande impatto».

Al termine dei saluti istituzionali del Comune e della presentazione da parte di Maurizio Dianese, presidente dell’associazione, ad aprire i lavori è stato il dottor Francesco Di Pede, con la relazione L’infarto. Se lo conosci lo eviti.

Dopo aver ricordato cosa sia il cuore, ovvero una pompa di sangue e dunque ossigeno per tutto l’organismo, con ventricoli, e valvole che imprimono la direzione ematica, Di Pede posa subito l’attenzione sulla malattia arteriosclerotica, quando il colesterolo forma delle placche che ostruiscono i vasi sanguigni e una parte di muscolo cardiaco, dopo 12 ore senza porvi rimedio, rischia di subire un danno permanente. Ora, la prevenzione primaria consiste nell’insieme di misure da attuare prima dell’evento, mentre quella secondaria riguarda tutto quello che si può e si deve, o dovrebbe fare una volta colti da infarto. I fattori di rischio, poi, sono ben noti, ma è sempre meglio ripeterli soffermandosi su alcuni di essi.

La familiarità è senz’altro un aspetto importante, ma solo quando la malattia del parente insorge precocemente. Oltre all’aspetto anagrafico, è risaputo che i maschietti sono più esposti, ma il nemico numero uno è decisamente il fumo. Certo, non è detto che i fumatori caschino male, ma per il momento la scenza medica non è in grado di individuare a chi il fumo nuoccia e a chi no, o meno. Sul termine scienza medica però ci torneremo, o meglio, ci tornerà il dottor Di Pede.

C’è poi l’ipertensione. Bisogna imparare a misurarsi la pressione. L’ambiente, infatti, deve essere confortevole, il test durare 5-10 minuti, seduti con il busto sullo schienale; il bracciale aderente, il braccio sul tavolo a livello del cuore, ma soprattutto: togliersi la maglia! E non chiacchierate, ma tenete piuttosto le gambe appoggiate al pavimento, non incrociate, e misuratevi due volte al giorno due volte a settimana lontano dai pasti, con due o tre prove per ogni sessione, registrando alla fine i dati con ordine, per portarli al medico. Come si diceva tenetevi alla larga dal colesterolo (valore 100 è buono, ma in certi casi deve essere inferiore a 55). Altri fattori sono l’obesità, lo stress, la vita sedentaria, e il diabete, già presente con valori superiori o uguali a 126.

Oggi in Italia la mortalità è diminuita, ma il rischio è ancora medio, con la Francia, la Spagna e curiosamente l’Inghilterra a detenere un rischio alto.

Torniamo un attimo indietro. La medicina è una scienza, intesa dunque come esatta? No, ma si basa su dati scientifici, e il medico deve avere consapevolezza della consistenza e dei limiti (effetto placebo, fattori confondenti, risoluzione spontanea malattia) delle attuali conoscenze. Tuttavia, tra gli studi clinici, come quelli osservazionali, registri e metanalisi, i nuovi esperimenti randomizzati sui patrimoni genetici daranno una grossa mano in termini di prevenzione, senza dimenticare il cardiodecalogo: guarda il pedigree, controlla la pressione e il colesterolo, riduci il sale e l’alcol, non fumare, mangia in modo sobrio, coltiva l’attività fisica, non essere avido e aggressivo, correggi sempre lo stile di vita.

Se però non si riesce a prevenire, incappando in quello che potrebbe essere un infarto, si deve quantomeno abbassare il rischio che si concretizzi davvero. Dunque, cosa fare quando si ha la sensazione di avere un infarto? Ecco, la prima cosa è già contenuta nella domanda, ovvero riconoscere i sintomi (per quelli atipici, da non sottovalutare, rivolgersi al medico) , chiamare il 118, e se l’infarto è confermato affidarsi alle cure ospedaliere che riapriranno il vaso ostruito. E poi? E poi c’è la riabilitazione.

Ecco allora il turno del dottor Franco Del Piccolo, che dirige al Policlinico San Marco la tappa centrale per assistere il cardiopatico, garantendo le migliori condizioni fisiche, psicologiche e sociali in modo da restituire al paziente il proprio ruolo in società.

Per essere inviati nei centri specializzati si seguono alcuni criteri: le condizioni cliniche devono poter permettere un percorso riabilitativo, deve esserci la possibilità di significativi miglioramenti funzionai, il trattamento deve essere indifferibile e non erogabile altrove, con alto rischio d’instabilità clinica tanto da richiedere interventi continuativi e intensivi. Ora, gli obiettivi della riabilitazione si riassumono nel miglioramento della capacità funzionale allo sforzo, riducendo la disabilità e favorendo il reinserimento lavorativo, e nel miglioramento della qualità della vita. Nello specifico, il programma prevede esercizio fisico, certo, ma è solo una delle attività necessarie. Bisogna ottenere le informazioni sulla malattia, prescrivere farmaci, riconoscere i sintomi, modificare i fattori di rischio, controllare il peso, la diuresi, e il disagio psicologico. Per affrontare tutto questo serve un’equipe multidisciplinare, composta da cardiologo riabilitatore, infermiere specializzato, fisioterapista, psicologo, dietista e diversi consulenti, come l’internista, il diabetologo, il neurologo e il fisiatra.

Dopo il cuore scendiamo più in basso, parlando di Prostata, questa sconosciuta, con il dottor Carlo Pianon. «Se avete problemi erettili – esordisce l’urologo per restare in tema – fatevi controllare anche dal cardiologo. Signore – aggiunge – trascinate i vostri reticenti uomini a farsi visitare, è fondamentale, se non volete che si urinino sulle scarpe». La prostata può essere ipertrofica, oppure potrebbero insorgere delle forme di cancro. I sintomi sono “correre in bagno“, anche di notte. «Evitate le cure fai da te – conclude Pianon – ma affidatevi alla nuova chirurgia, anche col laser, oppure col robot come spiegherà il dottor Tommaso Prayer, dopo avervi ricordato che la Lilt, in via Premuda a Mestre, offre visite urologiche gratuite».

Ecco dunque a chiudere la conferenza il primario di Venezia, con la sua Chirurgia robotica urologica oggi.

Questa tecnologia è militare, americana, e giunge all’ospedale dell’Angelo (non al Civile) nel 2014, per sostituire nella quasi totalità dei casi la laparoscopia (perché «dipende se uno è bravo o meno») e la chirurgia tradizionale, aprendosi anche alla neoplasia del rene. I vantaggi sono l’assoluta precisione dell’intervento (sempre in anestesia generale, con piccole incisioni iniziali e poi via col ragno robotico governato da mano umana esperta), l’assenza di dolore post operatorio, la celere ripresa del paziente, e i costi dimezzati (benché il macchinario abbia un prezzo ancora elevato) in virtù della standardizzazione del metodo e della qualità dell’intervento, dopo un adeguato periodo di formazione e training da parte dei chirurghi. Questo è già il presente. E domani? Per il futuro l’orizzonte è la chirurgia a distanza, magari coinvolgendo contestualmente anche due equipe, lontane tra loro.

Si riparte. Al via la nuova stagione di servizio e volontariato per la comunità del territorio degli Amici del Cuore. Tante le iniziative in programma, che ha esordito dalla Festa degli Angeli a Carpenedo, dove l’associazione ha offerto con successo un percorso di prevenzione, rilevando peso, pressione, glicemia, colesterolo e trigliceridi ai cittadini, come Cristina e Anna Maria. «Ci fosse più spesso – dicono soddisfatte sedute durante la raccolta dati – È tutto molto importante, perché possono emergere valori che indicano qualcosa che altrimenti verrebbe trascurato». A tagliare il nastro della manifestazione l’assessore Laura Besio: «Grazie alle associazioni – esclama dal palco la titolare ai Servizi al cittadino e alle Politiche educative -, grazie alle scuole, a don Gianni Antoniazzi, per una giornata dal fine benefico, perché il ricavato sarà devoluto ad Abio, aiutando i bambini in ospedale». Poi è stata la volta delle associazioni, che si sono presentate. «Siamo innamorati del cuore – sono le parole di Marilena Lazzarini Maffei, referente dei progetti inseriti nella proposta comunale Kids Save Lives e Con-tatto, in collaborazione con Marisa Gruarin – Ci sono sintomi da non sottovalutate; dunque dobbiamo prevenire, e in caso offrire anche la riabilitazione. Venite a trovarci al nostro stand». Dove orbita Gennaro Marotta, amico degli Amici. «L’associazionismo è sempre positivo, specie se su base volontaria», commenta l’ex consigliere regionale. Kids Save Lives si diceva. Ecco, ricomincia anche quest’anno la formazione sul primo soccorso nelle scuole, grazie all’impegno degli infermieri Andrea e Marco. Prima tappa, in tre diverse giornate (7, 17, 22 ottobre), la scuola media Einaudi di Marghera, con circa 100 alunni presenti. «In questo modo – dichiara la professoressa Ghezzo – impareranno ad essere sempre pronti ad assistere una persona in caso di malore o incidente». Già, perché «spesso chi chiama il 118 non fornisce notizie, o partecipa marginalmente – spiegano i formatori – subentra il panico e non sanno cosa fare; il corso insegna un approccio metodologico su come agire stabilendo delle priorità». Gli altri istituti in calendario, tra scuole primarie e secondarie, sono Querini (Mestre, 6 classi, tra novembre e dicembre), Don Milani (Campalto, 1 classe, gennaio), Silvio Trentin e Crevi (Mestre, 7 classi, marzo), Toti/Fusinato (Mestre, 5 classi, aprile), Pascoli (Campalto, 2 classi, aprile). Ottima la riposta anche in merito all’attività in palestra, avviata il 7 ottobre, con più di 40 iscrizioni. E poi l’evento Marcon in rosa (13 ottobre), la Maratona al parco di San Giuliano (26 ottobre), il Giardino ritrovato di Renata (21 novembre: Madonna della Salute), la casetta di Natale, dove saranno a disposizione i gadget col marchio dell’associazione (penne, cappellini, magliette…). In collaborazione con Lilt è inoltre prevista una doppia conferenza al Municipio di Mestre (15 novembre e 14 febbraio), quando saranno eseguiti gratuitamente elettrocardiogrammi e misurati i fattori di rischio, con due file di prenotazioni (amicidelcuoremestre.org) e precedenza agli associati. Confermatissimi infine anche lo sportello anti-tabagismo e la promozione di Amici del Cuore sugli autobus. «Confidiamo – si legge nel documento di apertura lavori della stagione 2024/2025 – nella presenza di soci volontari, disponibili a gestire le postazioni di servizio, partecipando alle piccole sorprese che stiamo preparando».