«Dobbiamo sempre essere amici del cuore». I nuovi manichini per educare anche i sentimenti. Un bagaglio di consapevolezza da diffondere

            

«Estendiamo il progetto». È questo il proponimento di Rosanna Scatto, responsabile della sicurezza, e Federica Pavanello, vicepreside della scuola primaria Parolari di Zelarino, dove alla lezione di Kids Save Lives esordiscono i nuovi manichini e il DAE didattico acquistati dagli Amici del cuore per la formazione sul primo soccorso. «Abbiamo chiesto alla referente dell’associazione e alla nostra dirigente scolastica di coinvolgere anche le classi quarte e quinte», rivelano le due organizzatrici dell’incontro aperto, dopo l’introduzione di Scatto, proprio da Marilena Lazzarini Maffei e Katjuscia Pitino affiancata dal Dsga Antonio Davì. «Come nasce la vostra realtà di volontariato?», domanda Pitino. «Nasce per aiutare gli altri. E da un evento drammatico – risponde Maffei con voce rotta – Era il 1999 quando ci accorgemmo di quanto i pazienti che venivano dimessi dall’ospedale a seguito di una criticità cardiologica fossero isolati. A Trieste e Castelfranco esisteva già, e lo scoprimmo perché mio marito ebbe un grave problema al cuore. Iniziammo dunque ad impegnarci per creare l’associazione della Terraferma Veneziana, e poi la palestra per la riabilitazione strutturata con protocollo medico, riscontrando che i soci partecipanti solidarizzavano, facendo amicizia. Da allora siamo qui per i cardiopatici. Da 27 anni ci occupiamo del prossimo». Pitino si rivolge dunque alle classi. «Avete sentito ragazzi? Dobbiamo essere sempre amici del cuore, perché il cuore è la cosa più importante: il cuore è salute e amore. Devono imparare fin da piccoli a disostruire il cuore dalle intemperie della vita – aggiungerà a margine la dirigente -, perché da grandi poi non si riesce più; le fragilità diventano un callo, mentre adesso possono ancora acquisire la resilienza positiva». Per Giulia Mingardo, referente del plesso, «dobbiamo proprio educare ai sentimenti, per una scuola che, nella società moderna, si prenda cura del loro cuore a 360 gradi, creando nei ragazzi la corretta consapevolezza». Ma cosa ne pensano gli interessati? «È bellissimo», confermano entusiaste, alludendo al corso, due Emma, spifferando poi che in aula c’è pure una terza omonima. «Non so come sarà – riconosce il piccolo Dario -, ma sono molto curioso». A rivelare i contenuti della mattinata ci pensa come sempre Andrea. «Impareremo a chiamare il 118 – spiega l’infermiere -, e tutte le manovre salvavita con i nuovi manichini adulto, bambino e lattante con bluetooth e app che ci permetteranno di valutare la performance di respirazione e massaggio cardiaco. Sarà un bagaglio formativo che vi porterete dentro per sempre». Anche Daniela Ferronato, insegnante di sostegno, esprime soddisfazione per le conoscenze garantite agli alunni e alle alunne. «È importantissimo per loro capire come si può prontamente salvare una persona, anche perché con un infarto in corso il cervello ha pochissimi minuti di sopravvivenza». Convengono Pavanello e Scatto, nuovamente intervenute al termine dell’iniziativa. «Fondamentalmente l’educazione al salvavita, a come si gestisce un’emergenza – commentano vicepreside e referente sicurezza – A qualunque età può succedere, e dunque i bambini devono essere in grado, nel loro piccolo, di agire, anche solo telefonando al 118. E poi Bls, disostruzione vie aeree. In più portano a casa quanto imparato, e quindi sensibilizziamo un pochino pure i genitori». Genitori come la rassicurante neomamma Eleonora Stevanato, docente di materie umanistiche. «Ho partecipato al corso da insegnante e da madre, trovandolo estremamente utile, e perciò, sperando si diffonda il più possibile, sono molto felice per i nostri ragazzi, e per tutta la scuola, che per me è come una famiglia».